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I LIDI COMACCHIESI (FERRARA) |
| PARCO REGIONALE DEL DELTA DEL PO Occupa un'importante porzione del territorio dell' Emilia-Romagna. partendo a nord dal corso del Po di Goro, si sviluppa sino a ricomprendere tutto il delta storico del fiume Po e le foci di alcuni fiumi appenninici quali il Reno, il Lamone, i Fiumi Uniti, il Bevano e zone umide salmastre site lungo la costa adriatica e nell'immediato entroterra quali la Sacca di Goro, le Valli di Comacchio, le Piallasse Ravennati, le Saline di Cervia, le zone umide interne di acqua dolce delle Valli di Campotto, boschi e pinete come il Bosco della Mesola e la Pineta di San Vitale. Ricchissima è anche la dotazione di importanti monumenti: l'Abbazia di Pomposa, S. Apollinare in Classe, chiaviche e manufatti di regolamentazione idraulica, gli stessi centri storici di Mesola, Comacchio, Ravenna e Cervia. |
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LA CITTÀ DI COMACCHIO Sospesa su tredici isolette a nord-est delle valli cui dà il nome, Comacchio è una sorta di Venezia in miniatura nel cuore dell'entroterra padano, in un contesto ambientale di indiscutibile fascino. Prima della bonifica della Valle Isola - che tra il 1915 e il 45 ha trasformato radicalmente il paesaggio lagunare - la città si presentava ancora circondata dalle stesse acque alle quali gli abitanti del delta chiesero protezione molti secoli addietro, all'epoca delle invasioni barbariche. |
Circondata da un dedalo palustre che costituiva una naturale difesa, e affacciata sulle rotte navali adriatiche, Comacchio crebbe d'importanza grazie soprattutto ai fiorenti traffici legati alle vicine saline, che le assicuravano una prosperità suggellata dai privilegi commerciali concessi alla città dal re longobardo "Liutprando" nell'anno 715. Simbolo della nuova fase storica, ed emblema stesso della municipalità, è il bizzarro complesso chiamato Trepponti, inventato nel 1634 per risolvere il problema della viabilità alla confluenza di quattro canali interni con quello che collegava la città al mare. Anzichè costruire una serie di ponti separati per unire le varie sponde, l'architetto escogitò un`unica costruzione che grazie a cinque scalinate poggianti su tre grandi arcate (da cui il nome del complesso) consente di spostarsi in tutte le direzioni. |
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